Centro Beethoven
Centro Beethoven

CONVENZIONE DI COLLABORAZIONE DIDATTICA CON IL CONSERVATORIO "CESARE POLLINI" DI PADOVA

MUSICA E' VITA!

Chi suona è un artista,perchè la musica gli da la possibilità di esprimersi con un linguaggio diverso e universale: il linguaggio dei suoni. Una lingua speciale, che tutti ascoltano con piacere, che tutti, a modo loro, sanno capire e che ti conquista gli amici.

Le lezioni di musica, sono un metodo fondamentale per far apprezzare ad un bambino l'arte della musica. 

Ma i veri benefici che derivano dal suonare uno strumento sono innanzitutto quelli non musicali. Non è importante per un bambino suonare una canzone alla perfezione, quello importante è uno sviluppo al meglio delle sue abilità.

Il pianoforte è "l'attrezzo" educativo che può aiutare ad accelerare lo sviluppo di un bambino

 

Le "tre C" sono le chiavi

Quando un bambino prende lezioni di pianoforte, impara le "tre C" - concentrazione, coordinazione e confidenza in sè stesso - qualità importanti che aiutano un bambino ad arrivare alla sua maggiore potenzialità.

 

Studiare uno strumento musicale richiede una concentrazione totale

Un bambino impara a leggere due righe di musica, ad usare insieme orecchie, braccia, gambe e tutte le dieci dita, con il cervello che assegna ad ogni parte del corpo un compito diverso, da svolgersi simultaneamente.

 

La forza della coordinazione

Le lezioni di musica sviluppano anche la coordinazione tra mente e muscoli, che trasferisce poi su tante attività quotidiane incluse una migliorata coordinazione mano-occhio, maggior godimento di attività sportive e competitive e l'uso completo sia della parte sinistra e di quella destra del cervello.

 

La lezione di musica è un vero costruttore di confidenza in se stesso

Il bambino comincia a sperimentare i benefici della concentrazione e della coordinazione, comincia a sentire un senso di confidenza in se stesso. Eseguire un compito difficile è molto remunerativo e questo permette al bambino di sentirsi soddisfatto per quello che ha compiuto. Prese assieme, le tre C formano una base insuperabile per aiutare un bambino a crescere ora e in futuro. 

RITMICA DALCROZE

L’ Associazione Italiana Jaques Dalcroze (ente riconosciuto dal MIUR per la formazione didattica ) offre l’opportunità di partecipare ad un incontro gratuito della durata di 1 ora e mezza con lo scopo di far conoscere il metodo ad insegnanti, musicisti, terapeuti ed educatori e, in generale, a tutte le persone amanti della musica e del movimento.

Ben lungi dall’essere una lezione teorica, essa invita a mettersi in gioco attivamente, spingendo alla condivisione, alla creatività e alla scoperta lavorando in gruppo, in uno spazio adeguato al movimento. Le attività principali sono basate sulla percezione, la memoria e la risposta veloce agli stimoli verbali, non-verbali e soprattutto musicali, uno dei fondamenti del pensiero pedagogico dalcroziano.

L’approccio alle tematiche della lezione è favorito e accompagnato dall’utilizzo di materiali diversi come palle, foulard colorati, legnetti e tamburelli che permettono, inoltre, di affrontare con creatività e coinvolgimento i diversi soggetti musicali come la pulsazione, il tempo, il ritmo, l’anacrusi, la pausa, i contrasti, la frase e tutti i principali parametri di durata, intensità, altezza e timbro.

La metodologia coinvolge la sfera emotiva, le capacità cognitive e l'espressione personale potenziando la creatività e la musicalità, migliorando la consapevolezza delle possibilità dinamiche ed espressive del corpo e favorendo, parallelamente, sia la concentrazione che la memoria, sviluppando il piacere di conoscere. 

Inoltre, essendo un’attività di gruppo, consente di interagire con gli altri promuovendo il rispetto dell’altro, l’adattamento, la cooperazione e la condivisione. Lo sguardo aperto e di ricerca con il quale si affrontano gli esercizi si condivide costantemente durante l’attività.

Tale metodo si occupa, quindi, del rapporto fra musica e movimento, in particolare tramite le interazioni « tempo – spazio – energia ». Questo particolare tipo di approccio si è conquistato una speciale attenzione non solo in altri ambiti artistici come danza e teatro, ma anche in pratiche terapeutiche quali la psicomotricità e il trattamento di handicap fisici e mentali. L’AIJD organizza, durante tutto l’arco dell’anno, corsi e seminari di aggiornamento e formazione, nonché laboratori per bambini e adulti in molte città italiane (Roma, Padova, Torino…). Durante questi incontri sono forniti esempi, suggerimenti e alcune linee guida di supporto all'attività didattica.  Questa metodologia fornisce una sensibilità nuova che potrà essere integrata in modo interdisciplinare nei diversi percorsi formativi e personali di ogni partecipante. 

Ulteriori informazioni sono reperibili visitando il sito www.dalcroze.it o sulla pagina facebook “Associazione Italiana Jaques Dalcroze”

 

 

CENNI BIOGRAFICI

Emile Jaques Dalcroze nacque a Vienna nel 1865, ma ben presto si trasferì a Ginevra, dove si dedicò ai suoi primi studi musicali e compose, a sedici anni, la sua prima opera, La Soubrette. Trasferitosi a Parigi nel 1884 frequentò lezioni di teatro presso la Comédie Française e si perfezionò negli studi musicali con Gabriel Fauré e Léo Delibes, e poi a Vienna con Anton Bruckner. Nel periodo compreso fra il 1892 e il 1910, insegnò al Conservatorio di Ginevra armonia e solfeggio. 

La pedagogia divenne, a poco a poco, il suo interesse preponderante e, avendo rilevato durante l'insegnamento del solfeggio, le grandi lacune dei suoi allievi nel campo del ritmo, sviluppò gradualmente un metodo di insegnamento attraverso la musica per la musica in grado di considerare, in particolar modo, la percezione fisica della musica: la ritmica, basata sulla musicalità del movimento. In questo, che sarà poi nominato metodo Dalcroze, assumono uguale importanza tre fattori: euritmica, solfeggio e improvvisazione.

Le prime conferenze pubbliche di Dalcroze risalgono al 1903 e, in seguito, ha poi fondato una propria scuola presso Dresda, a Hellerau, attiva dal 1910 fino allo scoppio della prima guerra mondiale.

L'istituto Jaques-Dalcroze aprì i battenti nel 1915 a Ginevra, dove è presente ancora oggi in Rue de la Terrassière 44, in cui molti allievi, provenienti dalla Svizzera e dal resto del mondo, sono impegnati dal quadriennio propedeutico agli studi professionali.

Oggi il metodo Jaques-Dalcroze è diffuso in Svizzera, in Belgio, Italia, Stati Uniti, Giappone, America del Sud e Australia.

Parallelamente alla sua attività di pedagogo, fu autore di numerose canzoni che si integrarono passo dopo passo al patrimonio popolare romando. La sua carriera di compositore, che è stata riscoperta ai giorni nostri, lo portò a produrre un numero considerabile di opere per i concerti o per il teatro lirico: opere sinfoniche, musica da camera, pezzi per pianoforte e quattro opere, che lo fecero considerare, da parte di alcune critiche, come il creatore della commedia lirica moderna.

Morì a Ginevra nel 1950.

 

 

DOCENTE

MARIAPIA CASTELLAZZI

Laureata al Conservatorio di Padova in “Didattica musicale per la disabilità” con il

massimo dei voti, si è specializzata nel metodo Jaques-Dalcroze ottenendo il

Certificato rilasciato dall’AIJD , del quale prosegue tutt'ora lo studio partecipando a corsi di perfezionamento in Italia e all’estero.

Ha frequentato il corso quinquennale di “Espressione corporea” secondo la metodologia di  Susanne Martinet presso il conservatorio di Padova, ha ottenuto il certificato di formazione nel metodo Orff-Schulwerk, studiato il sistema Estil Voicecraft EVT e approfondito l’improvvisazione terapeutica al pianoforte secondo il modello “Cremaschi - Scardovelli” avvicinandosi allo studio della musicoterapia umanistica.

Dal 1985 a Milano e dal 2000 a Padova, ha insegnato in diverse scuole d’infanzia, scuole primarie e istituzioni pubbliche e private, svolgendo corsi di propedeutica per bambini e di aggiornamento per adulti, favorendo sia lo sviluppo della personalità e creatività individuali sia l’integrazione all’interno del gruppo, introducendo le nozioni musicali mediante un approccio globale.

E’ coordinatrice per il Nord Italia all’interno dell’Associazione Italiana Jaques Dalcroze.

Da alcuni anni collabora con l'associazione musicale - culturale “Fa-Re Musica” e la

scuola di musica “Spazio – Gershwin” e il  “Centro Beethoven” di Padova e conduce un corso di Ritmica Dalcroze al conservatorio di musica “Frescobaldi” di Ferrara all’interno del  “progetto-giovanissimi”.

 

 

 

Da settembre il nuovo corso
 
METODO FUNZIONALE DELLA VOCE LICHTENBERG®

Che cos’è il metodo funzionale della voce?
Il metodo Lichtenberg® di Gisela Rohmert ha arricchito e innovato radicalmente la didattica vocale; esso mette a disposizione una conoscenza approfondita dell’anatomia e fisiologia vocale, una nuova e specifica comprensione del suono e del ruolo primario della vibrazione acustica in relazione agli spazi del corpo, una metodologia di apprendimento che mette al centro l’attivazione sensoriale come strumento per raggiungere quello “stato” di calma motoria e vitalità sensoriale, libero da pressioni, che è la premessa per una emissione vocale ottimale e quindi naturalmente espressiva.
 A chi volesse approfondire la conoscenza del Metodo Funzionale della Voce si consiglia di leggere il libro di G. Rohmert, Il cantante in cammino verso il suono, 1995, Ed. Diastema.

Informazioni storiche sul Metodo funzionale della voce di Gisela Rohmert
L’ Istituto di Lichtenberg® è stato fondato nel 1982 dalla cantante e didatta Gisela Rohmert e dall’Ing. Walter Rohmert, docente universitario, con il nome di Lichtenberger Institut für funktionales Stimmtraining (Istituto di Training Vocale Funzionale di Lichtenberg). L’obiettivo degli esordi era quello di dare attuazione pratica alle più recenti scoperte scientifiche in ambito vocale e strumentale. L'intero progetto era partito nel 1979 presso il dipartimento di ergonomia del Politecnico di Darmstadt. Il lavoro partì dallo studio del corpo umano, analizzato con l’ausilio delle più diverse tecniche di misurazione acustica e fisiologica allo scopo di comprendere i processi in atto nel cantare e nel suonare.
Il lavoro dell’Istituto si concentrava inoltre sullo studio degli effetti di svariate tecniche corporee sul suono vocale. Si giunse così a definire le caratteristiche di una funzione laringea sana, che avrebbe permesso di cantare con libertà e leggerezza, su di un'ampia estensione e con esiti qualitativi non dipendenti dall'età del cantante. L’approfondimento della comprensione delle relazioni tra sistema nervoso sensoriale e suono ha successivamente condotto ad un nuovo approccio didattico alla produzione vocale e strumentale.

La pedagogia
Aspetto centrale della pedagogia musicale elaborata a Lichtenberg è l’osservazione, l’analisi e lo sviluppo delle strutture profonde del suono vocale umano. I suoi parametri strutturali appartengono ad ogni individuo come un’impronta digitale e vengono trasferiti anche al suono strumentale. Il fine pedagogico è convogliare tutti questi parametri parziali in un’unica “forma sonora” che possa condurre e guidare tutte le funzioni del musicista. L’esecuzione vocale e strumentale viene considerata come la messa in relazione tra tanti linguaggi diversi (corpo, suono, testo, musica ecc.), e perché abbia successo è di fondamentale importanza che l’atto musicale si rivolga più alla sensorialità che non alla motricità; sarà dunque la qualità della percezione e non l’atto motorio la guida per l’esecuzione vocale.

A chi è rivolto il lavoro
Il lavoro fornisce strumenti “funzionali” a chiunque abbia la necessità professionale o personale di conoscere i principi fondamentali dell’emissione vocale, per integrare una modalità corretta e rispettosa e per ampliare i propri mezzi espressivi, in termini di coscienza, qualità, sensibilità, potenza. Si indirizza dunque a persone che parlano in pubblico, come insegnanti, educatori, ecc Si indirizza a chi si occupa di voce, canto e musica in modo professionale o amatoriale. Cantanti, cantori, musicisti, attori, direttori di coro: chi studia o insegna può trovarvi un’utile integrazione dei tradizionali percorsi di formazione, chi pratica potrà acquisire nuovi strumenti per ampliare i propri mezzi espressivi.

LUCIANO BORIN - 
Diplomatosi in Pianoforte, Musica Corale e Direzione di Coro (C. Battel) e Composizione (W. Dalla Vecchia) presso il Conservatorio “ C. Pollini” di Padova si è in seguito perfezionato in Direzione di Coro (J. Casas, P. Eidenbenz) e Orchestra (Accademia Musicale Pescarese) studiando nel contempo Filosofia all’Università di Venezia. Dal 1991 ha frequentato seminari, corsi di specializzazione e nel 2003 ultimato la Formazione per insegnanti sulla pedagogia del Metodo Funzionale della Voce di Gisela Rohmert presso il Lichtenberger® Institut für angewandte Stimmphysiologie sede staccata dell’Università di Ergonomia di Darmstadt in Germania, con il quale tuttora mantiene un periodico contatto e aggiornamento. Autore di musica vocale e strumentale ha ottenuto premi in concorsi nazionali ed internazionali ed esecuzioni in importanti Stagioni e Festival con registrazioni radiofoniche per la RAI. Ha svolto attività concertistica con la Viotti Chamber Orchestra (registrando 2 CD per la casa discografica Dynamic di Genova) e con il Gruppo Ricerca Novo Concento. Attivo come direttore di ensemble vocali-strumentali e come maestro concertatore/accompagnatore e improvvisatore, è docente nel corso di Didattica della Musica e Responsabile dei Corsi Accademici presso il Conservatorio Pollini di Padova. Autore di articoli e pubblicazioni su argomenti didattico-musicali, tiene vari corsi di aggiornamento per insegnanti, associazioni teatrali e istituzioni musicali. Ha insegnato nel Master di Musicoterapia e attualmente nel corso triennale di laurea in Logopedia dell’Università di Padova. E’ responsabile artistico dell’associazione musicale Novo Concento di Conegliano e del Centro Studi Vocali Nova Cantica di 
Belluno.

Sono aperte le audizioni per i corsi LCM  anno accademico 2014/2015 (unica sede per la provincia di Padova)  Per info: 049692211 - info@centrobeethoven.it

DIDATTICA MUSICALE SPECIALE

Si propone di avvicinare al mondo della musica bambini, adolescenti, studenti e adulti con disabilità, disturbi specifici dell'apprendimento e in condizione di disagio sociale, attraverso percorsi individualizzati specifici che tengano conto dei bisogni reali di ogni singola persona, le capacità già presenti e le abilità potenziali. Vengono proposte sia attività individuali che in piccoli gruppi. Le proposte sono sia individuali che in gruppo

MUSICOTERAPIA

MUSICOTERAPIA: lezioni individuali o di gruppo in cui la musica viene utilizzata come strumento terapeutico, allo scopo di promuovere in benessere della persona nella sua totalità.

IL COUNSELING MUSICALE

IL COUNSELING MUSICALE è uno strumento che usiamo sia individualmente sia in gruppo con la finalità di orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità dell’ individuo sia esso musicista o meno,  promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi e stimolandone le capacità di scelta e di espressione, e la creatività attraverso l’ascolto, l’empatia e l’accettazione. Per imparare ad esprimere non solo quello che so fare, ma anche quello che sono e quello che sento. Lavoro sul corpo come strumento, sulle emozioni, sulla conoscenza di sé, sul rilassamento, sulla libertà del nostro sentire. La musica quindi rimane lo strumento principe per l’elaborazione dei nostri vissuti, in grado di mettere la persona in comunicazione con se stessa, entrare in una dimensione altra, contattare le proprie emozioni,  per un SENTIRE più profondo  e aprire le porte ad una rinnovata sensibilità, 


DISTURBI DELL'APPRENDIMENTO E DEL COMPORTAMENTO SCOLASTICO


Questa sezione è dedicata a tutti quei genitori il cui figlio ha difficoltà a leggere, a scrivere, in matematica oppure semplicemente fatica a stare seduto e fermo mentre fa i compiti o è a scuola.

Tali problematiche non rientrano necessariamente in una “scarsa voglia” da parte di vostro figlio, ma potrebbero collocarsi all’interno di una diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento (o DSA) o dell'attenzione o ancora del comportamento.

Tuttavia bisogna evitare di farsi prendere dalle mode del momento ed etichettare quindi tutti i bambini come iperattivi, dislessici o quant’altro  (anzi la percentuale di queste diagnosi è piuttosto bassa), ma ci si può comunque rivolgere ad un esperto del campo per escludere problematiche specifiche.
E’ dunque bene non rimandare una valutazione, è dimostrato come i maggiori benefici per un eventuale disturbo di apprendimento o di comportamento si abbiano qualora il percorso riabilitativo inizi presto, senza per questo farsi prendere da eccessive ansie e ricordandosi che le diagnosi sopracitate possono essere fatte solo ed esclusivamente da uno psicologo o da un neuropsichiatra infantile.

Il Centro Beethoven offre da gennaio 2014 un nuovo servizio di valutazione e trattamento per:

- difficoltà scolastiche e i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)
- difficoltà e disturbi comportamentali
- deficit di attenzione e iperattività (ADHD)
- problematiche emotivo-motivazionali connesse con le difficoltà scolastiche
- difficoltà nel metodo di studio

Sono previsti interventi individuali e di gruppo, parent training per genitori di bambini e ragazzi con disturbi di attenzione e iperattività e con Disturbi Specifici dell’Apprendimento.

Referente: dott. Thomas Rivetti (EMAIL thomas.rivetti@yahoo.it TEL. 3209721039)

CAMPUS DELLE ARTI TUSCANIA Campus delle Arti Tuscania
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La terza mano del pianista... viaggio all'interno del pianoforte

Corsi di recupero materie scolastiche

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